La forza del racconto nell’era delle complessità: Cecilia Sala trionfa alla XV Edizione del Premio Letterario Caccuri

CACCURI (KR) – Si è chiusa tra gli applausi e un’atmosfera carica di partecipazione la XV Edizione del Premio Letterario Caccuri. Per due settimane, dal 27 luglio al 10 agosto, il suggestivo borgo della Presila crotonese è tornato a trasformarsi nel centro propulsore del dibattito culturale italiano. Tra vicoli storici, terrazze panoramiche e l’iconico palco di Piazza del Convento, la letteratura si è fatta bussola indispensabile per decifrare un presente confuso e sfidante.

A conquistarne il gradino più alto e ad aggiudicarsi la celebre Torre d’Argento 2026 è stata Cecilia Sala con il suo libro I figli dell’odio.

Una finale d’altissimo profilo saggistico

La serata conclusiva del 10 agosto, condotta da Gianluigi Nuzzi e Laura Freddi e impreziosita dallo spettacolo dei Gemelli di Guidonia, ha visto in gara quattro tra le voci più autorevoli del panorama giornalistico ed editoriale contemporaneo:

  • Cecilia Sala con I figli dell’odio (intervistata da Daniela Tagliafico)
  • Pietro Grasso con ‘U MAXI. Dentro il processo a Cosa Nostra (intervistato da Raffaele Genah)
  • Luca Sommi con Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali (intervistato da Paolo Di Giannantonio)
  • Tommaso Cerno con Le ragioni di Giuda (intervistato da Giada Fazzalari)

Il verdetto, frutto del voto incrociato della Giuria dei Caccuriani e della Giuria Nazionale presieduta da Giordano Bruno Guerri, ha incoronato il lavoro d’inchiesta e reportage sul campo di Cecilia Sala.

“I figli dell’odio”: capire il presente oltre gli slogan

Nel suo libro, Cecilia Sala accompagna il lettore nei contesti geopolitici più caldi e complessi del nostro tempo. Attraverso testimonianze dirette e storie di vita reale, l’autrice indaga le radici del risentimento e dei conflitti che attraversano le nuove generazioni nelle aree di crisi del pianeta, offrendo una chiave di lettura preziosa per interpretare le dinamiche del mondo contemporaneo.

Un’edizione da incorniciare: cultura, territorio e respiro internazionale

La XV Edizione del Premio Letterario Caccuri va in archivio registrando uno straordinario riscontro di pubblico. Dalla rassegna teatrale dialettale “Dialetti in Scena” alla sezione itinerante “Il Premio Caccuri fra i paesi della Calabria” (che ha toccato borghi come Santa Severina e Strongoli Superiore), fino al cammino storico-naturalistico tra I Giganti della Sila, l’evento guidato dall’Accademia dei Caccuriani (con il Comitato Direttivo formato da Adolfo Barone, Olimpio Talarico e Cataldo Calabretta) ha dimostrato ancora una volta come la cultura possa farsi volano concreto di sviluppo, turismo responsabile e valorizzazione del territorio.

Numerosi e prestigiosi anche gli ospiti che hanno illuminato le serate di agosto: dalle grandi inchieste sulla legalità con Nicola Gratteri al conferimento della cittadinanza onoraria al DG RAI Roberto Sergio; dalle analisi geopolitiche ed economiche di Elisabetta Belloni e Carlo Cottarelli alla presentazione dell’opera di Anna Mallamo, fino alla poesia di Franco Arminio e ai momenti di musica d’autore con Leo Gassmann e Peppe Voltarelli.

Guardando al futuro

Con la proclamazione di Cecilia Sala si chiude un capitolo memorabile, ma per l’Accademia dei Caccuriani la storia continua. Il successo di questa quindicesima edizione conferma Caccuri come uno dei presìdi culturali e letterari più importanti d’Italia, un borgo dove le idee continuano a incontrarsi e la bellezza della parola scritta incontra l’eternità del territorio.

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